di Lucia Fabi e Angelino Loffredi, Ceccano 29 gen 2012 - SCIOPERO! Le ore che seguirono l'infruttuoso incontro tenuto presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro di Frosinone fra le organizzazioni sindacali e il rappresentante di Annunziata, furono di estrema tensione. Gli incontri fra gli operai e i loro rappresentanti si intensificarono e per agevolarli l'amministrazione comunale mise a disposizione degli stessi la Villa Comunale e la sala del Cinema Italia.
Nella giornata di martedì 26 settembre, le organizzazioni sindacali inviarono un telegramma al commendatore dichiarandosi disponibili per un ulteriore incontro, ma non ricevendo alcuna risposta nella nottata successiva proclamarono lo sciopero ad oltranza, preceduto però dall'annuncio da parte dell'azienda, di una serrata di cinque giorni motivata dalla necessità di manutenzione delle caldaie.
Allo sciopero aderiscono tutti, compresi i rappresentanti della lista padronale. L'evento non lascia indifferente la città. E' la prima volta che ciò avviene. Appare una liberazione per tutti. Agli incontri tenuti con assemblee permanenti partecipano i rappresentanti sindacali della BPD di Ceccano, della Commissione interna dell'Ospizio Santa Maria della Pietà e delegazioni operaie dei cartai di Isola del Liri.
Lo sciopero e i vari contatti che lo caratterizzarono mise a confronto esperienze e realtà diverse, aiutò a uscire dall'isolamento psicologico le maestranze ceccanesi, assicurò un senso alla solidarietà di classe. Il consigliere comunale Checco Battista, inoltre, a nome del gruppo consiliare di Concentrazione Democratica, invitò il Sindaco Bovieri a convocare il consiglio comunale per esaminare le iniziative da prendere per comporre la vertenza.
Il rag. Paliani il 28, a nome dell'azienda, attraverso " Il Messaggero " fa sapere che " si tratta di uno sciopero economico al di fuori della legge come si rileva dal cartellone affisso sui nostri cancelli. Abbiamo avuto una riunione presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro: le rivendicazioni loro sono state da noi controbattute. Annunziata vuole stare nella legge e tutto quello che la legge prevede è disposto a concedere: al di fuori di essa niente. Chiedono maggiorazioni per lavori nocivi: a tal proposito abbiamo nominato una Commissione paritetica per stabilire attività che sono o meno nocive. Dopo prenderemo una decisione. Tra le richieste errate annoveriamo quella che prevede la parità nel trattamento economico tra uomini e donne"
Il giornale sintetizza tale presa di posizione in questi termini " Il rag. Paliani sosteneva ancora che nel lavoro di trafila ci sono sempre e tradizionalmente le donne le quali, però non possono essere tenute dinanzi ai macchinari più di sedici ore al giorno. Da qui la determinazione di stabilire turni di otto ore per gli uomini: questo non vuol dire però, sosteneva il Paliani, che alle donne dobbiamo corrispondere paghe uguali agli uomini, potrebbe anche accadere al contrario.
Da questa dichiarazione emerge: una miscela di antifemminismo perchè inadeguate fisiologicamente in quanto non sufficientemente resistenti e " colpevoli " di aver determinato i turni di otto ore; Annunziata ha sempre ragione; ma ancor più viene fuori una idea inaccettabile, anche nei tempi di cui stiamo parlando: dare per scontato che si possa lavorare ininterrottamente per più di 16 ore.
Più in generale è una dichiarazione per mostrare i muscoli, dando forza ad una posizione di irriducibile contrapposizione ma dopo due giorni di sciopero va anche scritto che non sembrano esserci richieste di operai che singolarmente o in gruppo vadano a cercare Annunziata per sollecitarlo ad aprire i cancelli e avviare la produzione, cosi come lo stesso si augurava.
La mattina di venerdi 29, Luciano Renna, inviato del "Il Messaggero" ma anche insegnante di Educazione Fisica presso l'Avviamento di Ceccano, scuola situata a pochi passi dal saponificio, e quindi testimone diretto degli avvenimenti, sintetizza sul giornale la situazione con questa eloquente descrizione:
" Nella zona Ponte, dove l'industria sorge e all'interno del cinema "Italia", nella parte alta della cittadina, abbiamo trovato numerosi operai, giovani e non più giovani, floride ragazze e mamme di famiglia con i bimbi in braccio.
E non erano soltanto operai, poiché il problema va molto aldilà delle varie centinaia di dipendenti per interessare la maggior parte di Ceccano, logico, pertanto che in mezzo a loro vi fossero ex dipendenti della Ditta, cittadini, massaie venute a dar man forte, con la loro presenza ai propri capi famiglia.
Una dimostrazione compatta e decisa, un atteggiamento dal quale molto difficilmente gli operai desisteranno convinti come sono dai loro rappresentanti sindacali e dalla loro esperienza personale, di essere nel giusto e nel vero "
Non sappiamo quanto abbia influito anche questo articolo, scritto da un serio professionista, certamente non operaista, ma alle ore 10 dello stesso giorno le rappresentanze operaie vengono invitate a partecipare ad un incontro con i vertici aziendali presso l'Unione Industriali di Frosinone. L'invito è prontamente accolto. Nel luogo convenuto immediatamente discuteranno da una parte i membri della commissione interna Di Piazza, De Santis, Roma, Rocca, assistiti da i sindacalisti Malandrucco, Sferrazza, Altini, mentre dall'altra a rappresentare l'azienda questa volta ci sarà lo stesso Antonio Annunziata con il figlio Gino e Francesco Galella.
E' importante sapere che il commendatore accettò il confronto, alla pari. Proprio lui, refrattario ad ogni dialogo e a qualsiasi rapporto diretto, abituato a trattare i propri dipendenti come sudditi, ora dovrà avere la pazienza di ascoltarli, di tener conto di quello che diranno, o meglio, chiederanno.
E' una promettente occasione, ma ci vorrà del tempo per affermare che sarà un bel giorno.
Tanti furono gli operai che andarono a Frosinone, presso via plebiscito, ma ancor più numerosa fu la folla che si radunò a Ceccano davanti allo stabilimento, nell'attesa di notizie. Lo sciopero riuscito, il vasto consenso cittadino, l'incontro con altre realtà sindacali e da ultimo l'esito della trattativa rende lunga e trepidante l'attesa di notizie.







