Tremonti: Disoccupazione, Cig, giovani senza lavoro. Tutte balle
| Politiche Economiche - Cronache e Commenti |
di Alessandro Cardulli da Dazebao.org 5 set 2010 - Eccezionale Giulio Tremonti. In due paginate d'intervista rilasciata a Repubblica, nella persona del vicedirettore, Massimo Giannini, riesce a non dire niente, il vuoto assoluto. Solo arroganza e boria. Non pronuncia una sola volta la parola occupazione, non parla dei posti di lavoro che non ci sono, dei giovani, uno su quattro non trova lavoro, delle ore di cassa integrazione che crescono velocemente, tanto che alla fine dell'anno supereremo il miliardo di ore, dei debiti per i mutui delle famiglie che sono sempre più pesanti, dei consumi che calano, dell'agricoltura in piena crisi, la scuola che grazie ai tagli e alla Gelmini, ministra della " d-istruzione", scoppia, mancano le sedie per gli studenti. leggi tutto
Per dire la verità anche l'intervistatore si è ben guardato dal fare cenno a questi problemi, forse preso dalla logorrea ministeriale dal fascino del nulla che emana da Tremonti. Anzi no, una cosa la mette in chiaro.
Il ministro: troppe regole. La Costituzione va cambiata
In Europa ci sono troppe regole. Le regole utili sono un investimento. Davvero geniale questo nostro ministro. Se sono regole vuol dire che c'è qualcosa da regolare quindi sono utili. Ma lui, un genio appunto, dice che "le altre sono un costo che non possiamo permetterci e che l'Europa "ha già iniziato a invertire il suo ciclo giuridico".
L'elucubrazione tremontiana prosegue con una vera e propria coglioneria: "Da noi domina il tutto è vietato tranne ciò che graziosamente è permesso dallo Stato. Deve essere l'opposto - prosegue - tutto è libero tranne ciò che è vietato dalla legge". Dove la legge, in questo paese, è dettata dalla Costituzione. Si accorge della coglioneria è aggiunge: "Il divieto deve essere l'eccezione non la regola. Una rivoluzione liberale da introdurre nella Costituzione".
Insomma la riforma dell'articolo 41 della Costituzione che, per chi lo dimentica, così recita: "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali".
Con dottrinaria eloquenza Tremonti, che si atteggia a grande statista, grande economista, grande ideologo, grande filosofo, storico della politica, vede il toccasana per i problemi del nostro paese nel buttare a mare la Costituzione, in una parte delle più sensibili, che la pone ai primi posti nel mondo per quanto riguarda l'organizzazione della società democratica, i ruoli che spettano a istituzioni pubbliche e private, a imprese,associazioni. Per il resto nelle due paginate il vuoto assoluto.
Il ministro fa una lezione. Ci spiega cosa farà l'Europa, cosa è il nuovo mercato, quali sono le prospettive. Dotta spiegazione per noi poveri ignoranti. Parla di "una fondamentale devoluzione di potere: insieme dal
basso verso l'alto e dal diviso all'unito".
Una dotta lezione sulle sigle "SCP" e" NRP"
Due sigle, informa noi popoli non acculturato, rappresentano la linee fondamentali della politica europea: "SCP" e "NRP", "Stability and Convergence Program" e "National Reform Program". E con queste due politiche l'economia andrà a gonfie vele. In Italia del resto grazie a lui, alla manovra, alla finanziaria va tutto bene.
Non ci saranno correzioni, ulteriori manovre. Siamo a posto. Ad agosto con Berlusconi "ho discusso a lungo - dice - a lui spetta la responsabilità finale del Patto di stabilità". C'è qualche sovrapposizione di ministri perché c'è anche un programma di Sacconi, poi c'è Brunetta, c'è Berlusconi che ricopre il ruolo che aveva il ministro Scajola e che ogni settimana dice verrà rimpiazzato, ma il fatto è che finalmente, possiamo tirare un sospiro di sollievo.
Le intese sulla manovra con Bonanni, Angeletti e Marcegaglia
Tremonti ci annuncia che sulla competitività "abbiamo messo a fuoco alcuni punti essenziali, otto per ora, indicativamente". Eccoli: "La competizione con i giganti, il costo delle regole, il Sud, il nucleare, il rapporto capitale–lavoro, il federalismo fiscale, il capitale umano, cioè ricerca scientifica e istruzione tecnica". Apprezziamo lo sforzo di Tremonti che di queste cose ha "discusso a lungo", dice lui stesso, con il cavaliere. Deve essere duro di comprendonio se per mettere insieme una lista della lavandaia, ci scusino le lavandaie, quale quella annunciata si deve colloquiare a lungo.
Chiuso qui? No. Il ministro esprime il suo apprezzamento per la Merkel, per la Germania e ci informa che insieme a Sacconi con Bonanni, Angeletti e Marcegaglia, "lavorando alla manovra - afferma - usavamo la formula "contratti alla tedesca", convinti, almeno io, (evidentemente anche gli altri commensali ndr) che questo era il modello competitivo giusto. Poi a questa compagnia di giro, dovrebbero arrossire i capi di Cisl e Uil, ma non ne hanno la capacità, si è aggiunto Marchionne che ha assunto la guida di questo treno della vergogna.
Al Capo dello Stato una " lezione" di economia
Non poteva mancare una battuta molto poco signorile riservata al Presidente della Repubblica. Giannini, forse stufo, delle tante meravigliose cose narrate da Tremonti, gli chiede perché Napolitano ha denunciato l'assenza di una politica industriale in questo paese?. E lui, il genio, il principe degli economisti, guarda con commiserazione al Capo dello Stato cui ha spiegato più volte, che "più che di politica industriale si deve parlare di competitività".
Insomma il governo non ha alcuna responsabilità, che c'entra con la competività. Ci vuole il contributo di tutti. Prenda nota Napolitano e cessi di rompere. Si deve inoltre ringraziare il ministro perché ha evitato come gli altri suoi colleghi di dare lezioni alla Fiom e alla Cgil. Perlomeno in modo esplicito. Davvero siamo caduti proprio in basso.
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 06 Settembre 2010 10:30)










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