Migranti, agricoltura: L'estate pugliese dei nuovi schiavi

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Lavoratori e Lavori - Cronache e Commenti

di Lello Saracino da rassegna.it 12 ago 2010 - La raccolta del pomodoro, la crescita della popolazione extracomunitaria, le emergenze di sempre. Le drammatiche condizioni di vita degli sfruttati in provincia di Foggia. La Cgil: "Le leggi in vigore li rendono meno tutelabili e più ricattabili".

Estate in Capitanata significa raccolta del pomodoro. Ventunomila ettari e circa 20 milioni di quintali di produzione dell'oro rosso. Ma estate significa anche vertiginoso aumento della popolazione immigrata: 16mila i braccianti stranieri censiti negli elenchi Inps, ai quali si sommano gli stagionali e gli irregolari, stimati tra le 5mila e le 8mila unità. Il tutto è possibile tradurlo con una sola parola: emergenza. Dal ricorso al lavoro nero allo sfruttamento, dall'accoglienza all'assistenza sanitaria, ogni anno la provincia di Foggia si trasforma in una zona franca di diritti e rispetto della dignità umana.

Nessuna sorpresa per chi da anni è impegnato sul campo per prestare assistenza e informazione ai lavoratori migranti. "Purtroppo il fenomeno dello sfruttamento del lavoro nelle campagne del foggiano non nasce con l'inchiesta di Gatti sull'Espresso – spiega Mara De Felici, segretaria generale della Cgil di Capitanata –. L'inchiesta ha avuto però il merito e la forza di svegliare dal torpore un intero paese rispetto a una dinamica perversa che fino agli anni novanta riguardava i lavoratori italiani, e che dopo ha trovato facili vittime negli immigrati, a causa di leggi che li rendono meno tutelabili, più ricattabili, e costretti ad accettare qualsiasi condizione salariale. Alimentando una rivalità tra poveri, tra lavoratori stranieri e italiani". Nessuna sorpresa rispetto al ripetersi del fenomeno, dicevamo, ma un'avvertenza: a causa dell'attenzione suscitata dalle iniziative del sindacato, dei controlli delle forze dell'ordine, dell'ulteriore abbassamento dei compensi annunciato dagli agricoltori e del diffondersi della raccolta meccanizzata, nel 2010 si annunciano meno presenze rispetto al passato.

Foggia, Africa.

Anche quest'anno, in ogni caso, un pezzo del continente africano si trasferirà nei dintorni dei centri urbani della provincia. Sentieri in terra battuta, case con muri e tetti di lamiera, servizi igienici all'aria aperta, niente acqua potabile, moschee e chiese improvvisate. Accampamenti, veri e propri ghetti, che arrivano a ospitare nel periodo di punta della raccolta del pomodoro oltre mille persone. È lo spaventoso scenario descritto anche da Medici senza frontiere, da anni impegnata in provincia di Foggia per prestare assistenza ai lavoratori migranti e soprattutto denunciare le condizioni di accoglienza, se così è possibile chiamarla.

"Baracche senza luce e gas, scarso accesso alla salute, condizioni igieniche spaventose costituiscono la realtà quotidiana degli stagionali in quest'area". Soprattutto di quelli senza permesso di soggiorno, perché "con l'assurda introduzione del reato di clandestinità, nonostante l'obiezione di coscienza di tanti operatori, diventa più difficile organizzare presìdi sanitari diffusi nel territorio durante il periodo estivo – commenta De Felici –; esperimento realizzato dalla Asl due anni fa proprio su nostra richiesta".

E poco possono anche le strutture attivate dalla Regione, gli "alberghi diffusi", tre in provincia di Foggia, strutture dove gli immigrati regolari possono pernottare con 3 euro, avere un pasto caldo e connettersi a internet. Ma i posti letto sono solo duecento.

Ancora ipocrisia.

Spenti i riflettori dei grandi network e giornali nazionali, il problema dell'accoglienza degli immigrati in terra dauna è una costante per tutto l'anno. "Nel periodo estivo siamo arrivati a chiedere, per far fronte all'emergenza, anche delle tendopoli organizzate, con servizi che rendano più dignitosa la permanenza dei lavoratori stranieri, spesso qui di passaggio – afferma Daniele Calamita, segretario generale della Flai Cgil di Foggia –. Ma se non si lavora per soluzioni strutturali, se non si programma, se non si stanziano fondi, se si insiste con leggi che impediscono al lavoratore di essere davvero tutelato e in grado di esigere diritti in cambio di doveri, allora siamo responsabili ogni anno di una imponente operazione di ipocrisia e null'altro".

Ricorda, Calamita, Sekou Diaby, il ragazzo ivoriano di ventun anni ucciso dal freddo poco prima di dicembre in un casolare abbandonato a pochi chilometri da Foggia, "senza le telecamere di quelle tv che, invece, in questo periodo ci chiamano alla ricerca dello scoop. Sui giornali se n'è parlato un giorno, e per consentire il rimpatrio della salma c'è voluta una colletta organizzata dalla Flai alla quale hanno partecipato poche altre associazioni".

Proprio i ruderi abbandonati nella grande piana del Tavoliere diventano rifugio di tanti stranieri vittime del caro affitti o del diniego dei proprietari, come ha testimoniato un'indagine conoscitiva del ministero del Lavoro sul disagio abitativo degli immigrati in Puglia. "Abbiamo proposto alla prefettura un censimento degli stabili di campagna – spiega Calamita – e finanziamenti ad hoc per gli agricoltori in modo da poter ristrutturare gli edifici e adibirli all'accoglienza.

Un impegno che spetterebbe per legge al datore di lavoro, forse unico aspetto positivo di una legge, la Bossi-Fini, per altro dannosa e controproducente. O, ancora, abbiamo chiesto alle amministrazioni comunali che hanno stabili in disuso di riattarli per strutture di accoglienza. Ma le risposte dalle istituzioni non arrivano, le associazioni datoriali girano il volto dall'altra parte, e il sindacato e le associazioni di volontariato restano soli nell'affrontare questi problemi".

» VIDEO, Il mercato delle braccia

mceTempObject

 

top-iconTorna su

Usa Google per trovare nel sito altri articoli sullo stesso argomento

Google Ricerca personalizzata


Tags See All Tags Add New Tag...

Please Enter New Tags Separated By Comma's
  Or Close



Ultimo aggiornamento (Domenica 15 Agosto 2010 10:53)

 
Lavoro chiama Sicurezza
T'inviamo la newsletter


Nome e Cognome:

Email:

Acquista da qui su Unilibro

Banner

Spese di Spedizione GRATIS...anche in Contrassegno. Per acquisti in Contrassegno ti regaliamo anche le spese per diritto di incasso! La CONSEGNA sarà GRATUITA in 24/48 ore per ordini di almeno 34,99 €.

Diretto alle pensionate e ai pensionati
Banner
AziendeAperte in Ciociaria
Banner

Clicca sul banner per conoscere Aziende aperte in Ciociaria
Ricerca sui quotidiani

Login
Per registrarsi inserire Nome, Cognome e email credibili e verificabili. Le registrazioni non conformi alle indicazioni verranno cancellate.



Al Masso
Banner
JoomlaHost

ePlaza

ePlaza - 365 giorni di convenienza

Sign up for PayPal and start accepting credit card payments instantly.